L’ultima gara

Non mi vergogno a dirlo pubblicamente: ho gli occhi pieni di lacrime.

Per chi ama lo sport, oggi è una giornata tristissima, una di quelle difficili da dimenticare.

Un campione, un numero 1 e soprattutto un bravo ragazzo, ci ha lasciati, in un attimo, inseguendo il suo sogno.

Sei partito e questa volta non farai ritorno.

Riposa in pace, allegro, appassionato, giocoso, SuperSic.

Guarda più in là

Il padre della Kinesiologia Applicata, John Goodheart, diceva che occorre guardare con occhi che vedono. Interessante!

Ti è mai capitato di guardare talmente dritto verso qualcosa da perderti completamente quello che stava intorno?

In effetti, la visione è di due tipi: focalizzata e periferica.

La visione focalizzata riguarda il particolare, mentre quella periferica lo scenario.

Nella vita e nello sport entrambe sono importanti.

La visione periferica ci è d’aiuto prezioso quando vogliamo mantenere uno stato di calma e tranquillità, nonstante la pressione legata all’evento. Spesso, infatti, il dettaglio apparentemente minaccioso, perde di rilevanza una volta inserito nello scenario.

La messa in gioco contemporanea delle due permette di fissare un bersaglio, mobile o immobile, continuando a vedere l’intero campo visivo. Questo ti permette senza dubbio di gestire gli eventi in maniera più efficace.

Ecco un semplice esercizio per allenare la visione periferica.

  1. Fissa un punto sulla parete, un po’ al di sopra della linea degli occhi.
  2. Mentre fissi questo punto, consenti a te stesso di notare che puoi avere consapevolezza anche di ciò che sta ai lati del punto, così che puoi vedere tutta la parete davanti a te.
  3. Fatto questo, allarga la tua consapevolezza alle pareti adiacenti, a destra e a sinistra.

AllenaMENTE al Top!

Vuoi di più? Sii di più!

http://youtu.be/KDRF5nY4Wdo

1…2…3…Step up!

In questi giorni, per migliorare la mia performance, ho deciso di implementare il mio allenamento: oltre alla corsa, 2 sessioni settimanali in palestra, supportata da un personal trainer molto speciale. Le 2 sessioni sono concentrate su esercizi focalizzati sull’elasticità, la flessibilità, l’armonia.

Non si possono scoprire nuovi oceani se non si ha il coraggio di perdere la vista della riva.” Andrè Gide

Senza azione niente può cambiare e se vuoi un nuovo risultato devi fare nuove azioni. Detto, fatto!

Una volta che hai determinato il tuo obiettivo ci sono 3 cose che puoi fare:

  1. Agire sulla tua decisione.
  2. Persistere.
  3. Ricordare il tuo scopo.

Agire sulla tua decisione è di fondamentale importanza: una volta che hai deciso cosa vuoi migliorare decidi di fare ciò che ti farà migliorare e lo fai…semplice no? E ti puoi aspettare miracoli mentre fai il necessario per essere te stesso al meglio!

Persistere: non sempre i cambiamenti sono istantanei, a volte migliorare richiede del tempo. Persistere significa dare del tempo a ciò che stai facendo perchè funzioni.

Ricordare il tuo scopo: perchè stai facendo ciò che fai? Qual è la tua ragione irrinunciabile? Per continuare ad andare dove stai andando hai bisogno di avere delle ragioni significative per te e ricordartele durante il viaggio. Questo ti darà quella passione necessaria a supportarti nei momenti difficili e ti farà gustare maggiormente le tue azioni.

Step Up!

 

 

 

 

Il tuo peggior nemico

Ieri, 28 agosto, è stato il giorno della finale dei 100mt uomini ai Mondiali di atletica di Daegu. Super favorito Usain Bolt.

Nessuno tra gli altri finalisti aveva la ben che minima chance di batterlo.

Eppure, Usain Bolt è stato battuto dall’unico che poteva farlo: se stesso!

Tutti pronti ai blocchi, si alza una frazione prima dello sparo dello starter e, secondo le nuove regole, è eliminato. Eliminato? Sì, eliminato!

Mancanza di concentrazione? Troppa sicurezza? Impazienza di vincere? Chi può dirlo.

Se vuoi ottenere un risultato vincente, si tratti di una gara, un progetto professionale, una conversazione con tuo figlio, ci sono 3 cose da tener presenti:

  1. Focus sul risultato che vuoi ottenere
  2. Capacità di entrare nello stato d’animo più adatto per il tuo risultato
  3. Maestria nello stare nel qui e ora

Se fai bene queste 3 cose è molto facile che tu vinca.

E, nel caso in cui le cose non vadano nel modo migliore, domandati: cos’altro posso imparare?

E allora, anche la sconfitta più cocente, si potrà trasformare in un grande successo, almeno per la tua consapevolezza.

Andiamo in vacanza :)

Non sono un’amante delle stagione intermedie: le mie preferite sono l’inverno e l’estate, due stagioni che, per motivi diversi, mi danno comunque l’idea di vacanza.

Inverno tempo di neve e di sci; estate tempo di sole e di mare.

Vacanza: da dove deriva questa splendida parola?

Viene dal latino “vacantia” che significa letteralmente “mancanza”. A sua volta vacantia proviene da vacans, participio presente del verbo “vacare” che significa “essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni“.

Andare in vacanza, dunque, significa staccare la spina e prendere del tempo per noi stessi per riposarci, divertirci, rinnovarci.

Uno sportivo professionista con cui ho iniziato a lavorare da poco, durante l’ultima sessione di coaching mi dice: “Non riesco a godermi la vacanza perchè continuo a pensare alla prossima stagione. Mi ricordo, però, che l’anno scorso non ho fatto vacanza, perchè rientravo da un infortunio, e a dicembre avevo nausea ad andare sul campo di allenamento.”

Ahah! Bingo ;) Ecco trovata la chiave: vacanza come parte della strategia per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Il nostro sistema mente/corpo ha bisogno di tempo per rigenerarsi; questo permette di controllare lo stress, evitando di produrre sovraccarico.

Vuoi produrre performance eccellenti? Vai in vacanza! Prendi del tempo per te stesso, per fare qualsiasi cosa ti dia la sensazione di prendere una pausa dal resto del mondo e dalle tue responsabilità.

Buon divertimento :)

Coaching: allenamento per numeri 1!

Il coaching non è per tutti e non da una ricetta preconfezionata.

Il coaching è per chi è capace di sognare e di pensare a lungo termine; è per chi si vuole mettere in gioco e fare ciò che è necessario per riconoscere e mettere a frutto il proprio potenziale; è per chi è determinato a ottenere successo e soddisfazione.

Il coaching è allenamento, allenamento di comportamenti, pensieri, atteggiamenti mentali; un allenamento che consente di migliorare l’uso della parte più antica della nostra mente, quell’inconscio che può essere il nostro più potente alleato o il nostro peggior nemico.

Ormai è ampiamente dimostrato che, in qualunque campo, il risultato che si ottiene dipende per il 20% dalla tecnica per il restante 80% dall’uso delle risorse mentali.  Questo rappresenta forse il principale motivo per cui risulta fondamentale conoscere a fondo quali sono le nostre risorse e come farle funzionare al meglio.

Ricerche scientifiche hanno dimostrato che usiamo solo il 10% della nostra mente: cosa potremmo fare se incrementassimo tale percentuale?

Vuoi essere un numero 1? Allenati da numero 1!

Performance = Mente + Fisico + Tecnica + Tattica

L’unione fa la forza!

Secondo questo proverbio, quando più persone sono unite verso un obiettivo è più facile ottenerlo. Ed è naturale che sia così: la forza è data dalla somma delle caratteristiche e dei talenti dei componenti del team. Chi pratica giochi di squadra sa bene quanto ogni ruolo sia necessario e fondamentale.

Benchè ognuno abbia peculiarità proprie, c’è qualcosa che ci accomuna tutti, il respiro. Tutti gli esseri viventi respirano, o si respira o si muore. Nonostante le differenze esistenti, il respiro è qualcosa che tutti noi condividiamo e che ci connette l’uno all’altro. Respiriamo insieme la vita!

Allora, proprio attraverso il respiro, possimo attingere alla potenza della forza dell’unità che ci circonda e che ci consente di vivere in armonia con noi stessi e con l’universo. Pensa che mentre respiri lo stai facendo con ogni essere vivente: con le foreste e gli oceani, con i bambini africani e i monaci in Tibet, con i tuoi cari e con chi consideri diverso da te. Che team fantastico, non trovi?

Dedica 5 minuti il mattino e la sera a questo esercizio: metti attenzione sul tuo respiro e fallo espandere in tutto il corpo. Ogni volta che inspiri pensa di inspirare amore, gioia, pace, unità; e quando espiri, espiri paura, ansia, collera, separazione. E mentre lo fai ripeti a te stesso “Respiro la Vita e la Vita respira me”.

Respiri e ti connetti alla forza dell’unione…mi piace :)

Grazie Fabio!

Ho ricevuto questo feedback da una persona con cui sto lavorando come coach da qualche tempo.

Grazie Fabio, grazie di cuore :)

“Maestri

Ci sono maestri per ogni cosa, illuminati che guidano alla conoscenza interiore, religiosi che insegnano i misteri della dottrina, formatori e coach dei tempi moderni che aiutano a valorizzare le proprie risorse. Insegnano a trovare serenità, a vivere in armonia, a trovare la performance sportiva, a gestire gruppi di lavoro, a dominare lo stress, ad avere successo in vari campi. Sono persone che incontriamo o che cerchiamo, che aggiungono sempre qualcosa alla nostra esperienza.
Recentemente ne ho incontrata una con qualcosa in più: è capace di fare la magia, rendendo visibile quel ponte leggero, disteso come le ali di un gabbiano fra la mente e il cuore. Si chiama Paola, ne sentirai parlare. Le buone emozioni si diffondono veloci.”

Performance = Mente + Fisico

Come da tabella in preparazione della maratona, ieri, domenica, era previsto l’allenamento lungo. Ahimè…non ce l’ho fatta…causa una colazione completamente sbagliata! Già, cedendo alla tentazione di un cornetto al cioccolato che mi guardava ammiccante, non sono riuscita a portare a termine quanto mi ero prefissata di fare e, invece dei 12 km stabiliti, mi sono dovuta accontentare di 6 :(

Proprio io…che oltre ad essere un Mental Coach sono anche una Naturopata e, quindi, so bene quanto l’alimentazione possa influire sulla performance…che polla!

Infatti, secondo i canoni della Medicina Naturopatica, la Salute può essere rappresentata da un triangolo equilatero: un lato è costituito dalle emozioni/psicologia, uno dalla biochimica, uno dalla struttura. Essendo uguali, i lati hanno tutti la stessa importanza e possono agire nel riequilibrare o squilibrare gli altri.

Vi è mai capitato di pensare di qualcuno “Guarda quello/a quanto è acido/a”? Se misuraste il pH di quella persona con una cartina tornasole, potreste facilmente verificare che l’acidità non è solo una sua connotazione psicologica ma anche biochimica, magari a causa di un’alimentazione troppo ricca di zucchero bianco, latticini o proteine animali e povera di vegetali.

D’altra parte, avere maestria nella gestione delle proprie emozioni, della propria psicologia, del proprio mind set ha un’enorme importanza per creare uno stato di salute e quindi energia.

La combinazione di energia fisica e forza psicologica fornisce un mix davvero potente; ne sono ben consapevoli quegli atleti che producono performance eccellenti!