Beckie Scott: vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi con lo sport mental coaching

Beckie Scott è un ex-atleta della nazionale canadese di ski cross. L’anno prima dei giochi olimpici di Salt Lake City iniziò un percorso di sport mental coaching con Terry Orlick, autore di “In pursuit of excellence”. In quelle olimpiadi vinse la medaglia d’oro in combinata (nell’edizione precedente era arrivata 45esima).

Di seguito un estratto dalla sua riflessione circa il suo percorso di coaching.

“La lezione più importante che ho imparato è il potere contenuto nelle decisioni: le cose possono essere cambiate o influenzate decidendo qualcosa. Anche se apparentemente è l’ultima cosa su cui abbiamo lavorato, mi sono accorta che è stata presente fin dall’inizio: decidere di dare a ogni singolo giorno di allenamento la miglior qualità possibile, con una chiara pianificazione e un’attenta valutazione; decidere che l’adrenalina e il mio stato mentale mi avrebbero aiutato a sciare più veloce, invece di bloccarmi; decidere che avevo fiducia in me stessa ed ero preparata al meglio; decidere di cambiare le situazioni negative in opportunità di crescita e di miglioramento.

Credo che il mio successo sia dovuto soprattutto alla presa di responsabilità delle mie decisioni.”

Cosa decidi di fare oggi per avvicinarti al tuo obiettivo?

Buon allenaMente ;)

Performance profiling per migliorare la tua prestazione

Quando vuoi raggiungere una nuova destinAzione, è decisamente utile sapere da dove stai partendo.

Essendo la tua destinAzione la peak performance, prendi in considerazione le 4 aree dell’allenamento, fisico, tecnica, tattica, mentale e rispondi alle seguenti domande.

  1. Quali sono le 5 qualità fisiche necessarie per raggiungere la peak performance?
  2. Quali sono le 5 qualità tecniche necessarie per raggiungere la peak performance?
  3. Quali sono le 5 qualità tattiche necessarie per raggiungere la peak performance?
  4. Quali sono le 5 qualità mentali necessarie per raggiungere la peak performance?
  5. Che voto dai a te stesso da 1 a 10 nelle 20 qualità che hai individuato?
  6. Metti ora le qualità in ordine di importanza.
Questo esercizio ti permette di individuare chiaramente le aree su cui lavorare per migliorare la tua performance. Ricorda sempre che la consapevolezza è potere!

 

AllenaMente ;)

Viaggio verso il “flusso” per ottenere risultati di successo

Come ti ho già detto qui, stare nel “flusso” un’esperienza fantastica in cui si diventa un tutt’uno con l’attività che si sta praticando.

Ecco i passi per procedere verso questo stato mentale straordinariamente potente.

Punto di partenza di questo viaggio impegnativo è il desiderio, il sogno che ti porta ad impegnarti perchè tu riesca a realizzarlo. Procedi avendo sempre ben in mente il traguardo finale e sarà più semplice per te continuare a fare il necessario per arrivarci.

E’ un viaggio che richiede grande responAbilità da parte tua, ed è ciò che separa i Numeri 1 dai mediocri!

AllenaMente ;)

 

 

 

 

Performance e intelligenza emotiva: quanto conta la tua mente ai fini del risultato?

Le emozioni che provi durante la tua performance possono essere potenti alleate o pesanti macigni. Emozioni e performance camminano a braccetto: ottima intelligenza emotiva = ottima performance, scarsa intelligenza emotiva = scarsa performance.

Sono convinta che non puoi sapere dove andare se non sai da dove parti. Ti propongo allora un rapido test : rispondi alle domande seguenti con sempre, a volte, mai.

  1. Ti prepari emotivamente per la gara?
  2. Sei in grado di affrontare una gare importante?
  3. Mantieni la fiducia in te stesso con un linguaggio positivo?
  4. Persisti quando le cose vanno male?
  5. Ti adatti facilmente ad ogni situazione?
  6. Sopporti la tensione?
  7. Si può contare su di te nei momenti cruciali?
  8. Eviti di trovarti delle scuse?
  9. Sei affidabile in qualunque situazione?
Qual è il tuo risultato? Hai maggioranza di sempre, a volte o mai?
AllenaMente ;)

La check list della tua attitudine per vincere!

“Non voglio giocatori che vogliono vincere, voglio giocatori che vogliono prepararsi per vincere.” Bobby Knight, noto allenatore di basket.

Nello sport, come nella vita, l’attitudine è fondamentale, poichè è la forza che permette di tradurre in azione i pensieri. Quando talento e attitudine si incontrano si è al cospetto di veri Numero 1! Talento senza attitudine è gran poca cosa, ma poco talento e grande attitudine può portare al successo. “Il talento ti conduce all’ingresso, l’attitudine ti fa entrare.” John Wooden

Appare evidente che dalla qualità della tua attitudine dipende la qualità del tuo risultato.

Per valutarne il livello ti invito a rispondere a queste domande:

1. Credi di poter essere un bravo atleta?
2. Perchè?
3. Hai pianificato i tuoi obiettivi personali per questa stagione?
4. Sei disposto a pagarne il prezzo?
5. Ti stai curando del tuo stato fisico?
6. Sei uno a cui piace imparare costantemente?
7. Gestisci bene gli insuccessi?
8. Gestisci le situazioni stressanti senza perdere il controllo?
9. Mantieni i tuoi standard personali?
10. Accetti la responsabilità invece di lamentarti degli altri?
11. Il tuo sport è divertente?

Ricorda, la consapevolezza è potere!

Sai perchè? La motivazione è la forza che ti guida verso i tuoi risultati.

 

Ci sono 2 domande che ricorrono spesso nelle mie sessioni di mental coaching:

1. Cosa vuoi?

2. Perchè?

Avere chiarezza circa il risultato desiderato è di enorme importanza; avere dei perchè potenti ancora di più!

Il mio grande maestro Tony Robbins, il mental coach numero 1 al mondo, dice sempre che quando sai cosa vuoi e perchè lo vuoi riesci sempre a trovare il modo.

Il perchè è la motivazione, parola che deriva dal latino “movere”, cioè muovere. MotivAzione = motivo che ti spinge all’azione.

La motivazione è una componente essenziale della performance in tutti i campi, a maggior ragione nello sport: non è possibile competere senza motivazione.

Fino a metà anni ottanti, il velocista britannico Linford Christie era considerato un buon corridore di club, ma non sembrava volesse andare tanto oltre. Nel 1985 il suo allenatore, Ron Rodden, stanco dell’ impegno insufficiente e della scarsa disciplina in allenamento, gli diede un ultimatum: “O lavori o te ne va!” Ultimatum che ha avuto la capacità di innescare l’inizio di un’era del tutto nuova nella carriera di Christie! Nella stagione indoor 1986 vinse tutto e, da lì in avanti, ha inanellato una serie di successi molto importanti, tra cui la medaglia d’oro nei 100m. alle olimpiadi di Barcellona nel 1992 e ai mondiali di Stoccarda nel 1993.

Cosa era successo? La possibilità di concludere prima del tempo la sua carriera gli ha fornito lo stimolo per trovare quelle motivazioni necessarie a riconoscere e finalmente utilizzare in pieno il proprio talento. Grazie all’aver identificato i suoi “perchè”, è riuscito a mettere in atto quei cambiamenti nel suo stile di vita e nella sua attitudine in allenamento e in gara che gli hanno consentito i suoi miglioramenti così significatvi.

Sapere cosa vuoi ti da la direzione da seguire; sapere perchè ti da la disciplina per agire verso i tuoi risultati, ti permette di superare le difficoltà, le sfide, di andare avanti anche nei momenti difficili che si possono presentare e stare nel flusso.

Vuoi essere un campione, un Numero 1? Rendi la tua motivazione inarrestabile!

Allenati a stare nel flusso e avere una performance vincente con il Mental Coaching

Cosa significa stare nel flusso?

Gli sportivi professionisti con cui lavoro dicono che, quando tutto gira come deve girare, ci si sente totalmente immersi in quello che si sta facendo, senza sforzo, in modo del tutto naturale. La mente è sgombra e ci si trova in uno stato di istintiva concentrazione che consente di scegliere i gesti, i colpi, i tempi più adeguati e di performare al meglio.

Si è nel flusso, appunto, e si diventa un tutt’uno con l’attività che si sta praticando. E’ un’esperienza fantastica da cui scaturisce uno stato mentale straordinariamente potente e piacevole.

I Numeri 1 sanno bene cosa significa!

Vuoi allenarti a stare nel flusso? Ti suggerisco questo esercizio.

Siediti in un posto tranquillo dove puoi rimanere indisturbato.

Chiudi gli occhi e fai qualche respirazione profonda, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca. Ripensa a un momento in cui stavi praticando il tuo sport al meglio, quando tutto ti veniva facilmente e le cose andavano nel verso giusto. Prendi un po’ di tempo per ricordare i dettagli: vedi ciò che vedevi, ascolta ciò che ascoltavi, prova ciò che provavi. E quando ti senti totalmente immerso in quell’esperienza apri gli occhi e scrivine su un foglio le caratteristiche: cosa pensavi, cosa ti dicevi, come ti sentivi, come reagivano gli altri alle tue azioni, ecc.

Usa la tua check list per richiamare le sensazioni associate alla peak performance e al flusso prima della tua prossima performance, che si tratti di una gara o di un allenamento.

Impegnarti in questo processo aumenterà la tua probabilità di entrare e stare nello stato di flusso.

Enjoy!

 

 

Visualizzazione: strumento per migliorare la tua Performance

Hai mai usato la visualizzazione per migliorare la tua performance?

Molti professionisti dello sport ne hanno già fatto un potente alleato; ad esempio gli sciatori prima di affrontare la gara: chiudono gli occhi, e percorrono nella loro mente il tracciato, mimando il movimento con le mani!

Per iniziare ad apprezzare la forza della visualizzazione, ti suggerisco un semplice esercizio:

  1. Traccia una linea sul pavimento, assicurandoti che ci sia davanti a te uno spazio di circa 6 metri. Metti i piedi sulla linea.
  2. Fai un salto in lungo, quanto riesci a farlo. Chiedi a qualcuno di mettere un segno dove atterri.
  3. Ripeti il salto qualche volta, giusto per riscaldarti un po’.
  4. Ora, metti un segno un po’ oltre il tuo salto migliore, così da avere un obiettivo specifico da raggiungere. Prima di saltare, chiudi gli occhi e vedi te stesso saltare quella distanza.
  5. Dopo che ti sei visto realizzare quel saldo, apri gli occhi e salta. Misura la distanza tra il tuo precedente salto migliore e il salto post-visualizzazione. E’ molto probabile che tu abbia saltato un bel po’ di più.
La visualizzazione è una pratica che dovrebbe rientrare nella routine del tuo allenamento mentale: ti permette di ripetere tutte le volte che vuoi quel gesto che vuoi fare al meglio, senza mai sbagliare. Più la tua visualizzazione è accompagnata dal tuo coinvolgimento emotivo, maggiore sarà il risultato che ne ricavi.
Buon allenaMente!

 

Sport Mental Coach: l’asso nella manica dell’allenatore!

Dal mio grande maestro Tony Robbins, il mental coach numero 1 al mondo, ho imparato una cosa molto importante: fai tu quello che sai fare bene, lascia il resto agli altri. Trovo sia un suggerimento di estremo valore, in tutti i campi, quindi anche nello sport.

L’allenamento è composto di 4 aspetti: fisico, tecnico, tattico, mentale. L’aspetto mentale è quello di cui si occupa il mental coach, il professionista dell’allenamento mentale, appunto. Come?

1. Insieme all’atleta si individuano i punti di forza e i punti di debolezza

2. si fa in modo di implementare ancora di più i primi e di eliminare i secondi

3. si impara a gestire lo stato emozionale, soprattutto nei momenti di stress

4. si fanno esercizi mirati per condizionare e rendere permanenti i cambiamenti

5. si lavora a livello di obiettivi ben formati, comunicazione, strategie mentali, ecc.

E’ ormai ampiamente riconosciuto che, in qualsiasi campo, il risultato dipende per il 20% dalla tecnica e per l’80% dall’atteggiamento mentale: allenare l’aspetto mentale è dunque la differenza che fa la differenza tra la mediocrità e l’eccellenza.

Appare quindi evidente che il mental coach può essere veramente l’asso nella manica non solo dell’allenatore ma anche degli atleti, dello staff, della società. Nei paesi anglosassoni se ne sono già resi conto da un po’: sono convinta che a breve la partnership per il successo tra sport mental coach e allenatori, atleti, squadre diventerà consuetudine anche da noi.

 

Conosci Jim Abbott?

Ti voglio presentare Jim Abbott, giocatore di baseball statunitense che, nonostante sia nato senza la mano destra, ha giocato nella Major League Baseball e, nonostante la sua menomazione, è stato considerato un giocatore al di sopra della media.

Come è stato possibile?

Jim è cresciuto ritenendosi una persona senza handicap e, dunque, ha sempre agito di conseguenza. Fin da bambino i suoi genitori gli hanno insegnato che non c’era nulla che non potesse fare e che non aveva limiti. Forse avrebbe dovuto trovare il proprio modo per fare le cose, forse ci avrebbe messo più tempo degli altri, forse avrebbe dovuto lavorare di più.

Ma non aveva limiti.

Nessuno di noi ha limiti, se non quelli che crediamo di avere. Credere nei limiti crea persone limitate. Come atleta e come persona hai un potenziale straordinario; tutto ciò che devi fare è crederci, credere di avere un super atleta dentro di te che sta aspettando che tu lo faccia vivere davvero.

Ecco le 5 regole d’oro per imparare a credere in se stessi:

1. Non ascoltare chi ti dice che è impossibile realizzare il tuo sogno, ma piuttosto chi ti sostiene e ti supporta nel trovare le strategie migliori.

2. Fai attenzione a come parli: “Non posso”, “Mai”, “Impossibile” sono parole che non dovrebbero trovare posto nel tuo vocabolario del successo.

3. Allenati a fare costantemente  qualcosa di impossibile, cioè qualcosa che tu pensi sia impossibile per te, ma che non è impossibile in assoluto: sfidare le tue convinzioni limitanti è un’ottima strategia per superarle.

4. Circondati di persone positive.

5. Fai in modo di conoscere (anche tramite letture e video) persone che hanno superato ostacoli e sfide, realizzando il loro sogno.