Il termine inglese “Imagery” letteralmente significa “Immaginazione vivida”. Cioè? Cosa la rende tale?
Perchè l’immaginazione sia vivida, occorre che l’immagine che vedi nella tua mente sia accompagnata dai dettagli visivi, dai suoni, dai rumori, dagli odori, dalle sensazioni che proveresti se effettivamente stessi vivendo quell’esperienza.
L’imagery è il processo di creare e ricreare esperienze nella mente. E’ uno strumento decisamente valido e efficace, grazie al quale puoi allenare ogni gesto, ogni colpo, ogni azione tutte le volte che vuoi, al meglio, senza possibilità di errore e senza alcuna interferenza.
Molti campioni ne fanno pratica quotidianamente per migliorare abilità, eliminare ostacoli, immaginare se stessi vincenti, rafforzare la fiducia nel poter raggiungere il risultato desiderato.
Bruce Lee diceva “Non temo chi ha allenato 10.000 colpi, temo chi ha allenato un colpo 10.000 volte.”
La mente umana non distingue tra le esperienze realmente vissute e quelle vividamente immaginate: ecco perchè l’imagery ha un così grande valore! Quando costantemente immagini te stesso mentre fai quello che vuoi fare, proprio come lo vuoi fare è decisamente molto probabile che, una volta sul campo, sarà più facile e naturale per te avere successo.
Jack Nicklaus, considerato da molti uno dei più forti giocatori di golf di tutti i tempi, afferma “Non ho mai fatto un colpo, nemmeno in allenamento, senza averne avuta prima un’immagine nitida e chiara nella mia mente.”
Billy Mills è un ex atleta statunitense che ha vinto la medaglia d’oro nei 10.000 metri alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. All’epoca, il campione da battere era Ron Clarke, il detentore del record mondiale, e Mills era praticamente uno sconosciuto. Mills prese l’abitudine di finire ogni allenamento sprintando per un centinaio di metri, mentre immaginava di essere un “soffio di vento” e di vincere la medaglia d’oro, sorpassando Clarke.
Alex Bauman, nuotatore canadese, vincitore di due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, ha dichiarato di aver usato la visualizzazione come parte integrante della sua routine di allenamento. Nella mente percorreva le distanze con un tempo parziale determinato insieme al suo allenatore, a seconda dei tempi ottenuti in vasca e alle sensazioni circa a cosa era in grado di fare. Inoltre, circa 15 minuti prima di ogni gara visualizzava la gara stessa, “vedendo” come sarebbe andata.
E questi sono solo alcuni esempi!
Buon allenaMente

Dan O’Brien, decatleta statunitense, favorito nelle olimpiadi di Barcellona del 1992, passa dal primo al decimo posto dopo aver sbagliato tutte le prove al salto con l’asta. Nel 1996 vince la medaglia d’oro ed è anche 3 volte campione del mondo.
Park Tae Hwan, nuotatore sud coreano, viene squalificato per falsa partenza nei 400 metri stile libero alle olimpiadi del 2004. Si dice che rimase talmente sconvolto da restare chiuso in un bagno per ore. Torna alle olimpiadi di Pechino del 2008 e vince l’oro nei 400m stile libero e l’argento nei 200m stile libero.
Tim Mack, saltatore con l’asta statunitense, manca la qualificazione per i giochi olimpici del 2000, vince la medaglia d’oro a Atene nel 2004.
Daniele Colli, ciclista professionista, lo scorso anno di questi tempi aveva ancora le stampelle per l’operazione di rimozione di un tumore benigno al ginocchio destro. Ha vinto il Brixia Tour a Giugno 2011 e ha iniziato la stagione 2012 con 2 secondi posti in volata.
Filippo Pozzato, ciclista professionista, campione italiano su strada 2009, cade durante una tappa del giro del Qatar il 9 febbraio scorso, fratturandosi la clavicola destra. Operato il 12, ecco cosa scrive ai suoi followers su twitter oggi 15 febbraio: “Oggi giornata di duro lavoro….. Fisioterapia al mattino…bici,fiosioterapia al pome e… Ancora rulli…”







